Page 47 - merged
P. 47

trasformandosi in calcio con emissione di una particella β (elettrone). 1125 marzo
                                           1934 esce sulla rivista del CNR, la "Ricerca Scientifica", l'articolo Radioattività
                                           provocata da bombardamento di neutroni- I, il primo di una lunga serie di lavori che
                                           vedranno Fermi protagonista, insieme al suo gruppo, di un filone di ricerca i cui
                                           esiti sono per ora assolutamente insospettati. Per procedere più rapidamente
                                           Fermi chiede ad Amaldi e Segrè di lavorare con lui. Rasetti è richiamato dal
                                           Marocco e il chimico Oscar D'Agostino, appena tornato per le vacanze di Pasqua
                                           dal laboratorio dei Joliot-Curie, dove aveva appreso le tecniche di radiochimica,
                                           è sollecitato a unirsi al gruppo. In poco tempo vengono irradiati con neutroni una
                                           sessantina di elementi e in almeno quaranta di questi vengono scoperti, e spesso
                                           identificati, nuovi elementi radioattivi. I risultati ottenuti dal gruppo dei "ragazzi di
                                           via Panisperna" dimostrano tutti i vantaggi del lavoro di équipe, introdotto per la
                                           prima volta proprio a Roma. La grande importanza di questi risultati è immedia-
                                           tamente evidente. Il 24 aprile Ernest Rutherford, il padre della fisica nucleare,
                                            si complimenta con Fermi per il successo degli esperimenti: «Mi congratulo con
                                            lei per il successo della sua fuga dalla sfera della fisica teorica. Sembra proprio
                                           che lei abbia trovato una buona linea di ricerca per cominciare». Nel procedere
                                           con il bombardamento sistematico, Fermi e il suo gruppo, all'inizio dell'estate,
                                           arrivano a irradiare il torio (numero atomico 90) e l'uranio (numero atomico 92),
                                           ma la naturale attività di questi elementi ostacola l'identificazione dei nuovi radio-
                                           nuclidi artificiali ottenuti. Fermi e il suo gruppo dimostrano che l'attività di tali
                                           radionuclidi non è dovuta ad alcuno degli isotopi di elementi compresi fra il
                                           piombo e l'uranio, cioè con numero atomico compreso fra 86 e 92. Il gruppo è

                                           convinto di avere prodotto e identificato due elementi transuranici che vengono
                                           battezzati "esperio" e "ausonio" e accantona la possibilità che il nucleo di uranio
                                           possa scindersi in "molti grandi pezzi" ciascuno dei quali può essere un isotopo di
                                           elementi noti ma lontani dall'uranio e dal torio nella tavola periodica. Questa
                                           ipotesi, esplicitamente avanzata dalla chimica tedesca Ida Noddack in un suo
                                           articolo del 1934 regolarmente inviato a Fermi, implica un tipo di reazione
                                           nucleare completamente nuovo e viene rapidamente accantonata. Altri quattro
                                           anni di ricerche portate avanti nei laboratori più importanti dell'epoca saranno
                                           necessari per svelare l'enigma dei "transuranici".
                                              Nell'autunno del 1934 Fermi assegna ad Arnaldi e Bruno Pontecorvo, appena

                                            laureato, il compito di stabilire una scala quantitativa delle attività indotte negli
         Il "Segno Romano", una camera a    elementi bombardati. I due si trovano subito di fronte a una serie di problemi
         ionizzazione utilizzata dal gruppo    perché l'intensità della radioattività ottenuta sembra dipendere dal materiale su
         Fermi
                                            cui vengono posti la sorgente e l'elemento da irradiare, come ricorda Amaldi:
                                            «Certi tavoli con sopra uno spettroscopio avevano proprietà miracolose; l'argento
                                            irradiato su quei tavoli diventava molto più attivo rispetto a quando veniva
                                            irradiato su altri tavoli di marmo nella stessa stanza». Per chiarire il mistero
                                            vengono eseguite osservazioni sistematiche a partire dal 18 ottobre, come risulta
                                            dal taccuino Bl, conservato alla Domus Galilaeana, dove vengono registrati i da .
                                            di questo periodo. In particolare Amaldi effettua una serie di misure all' esterno
                                            e all'interno di una sorta di casetta di piombo, il cosiddetto "castelletto", le cui
                                            pareti hanno 5 cm di spessore che serve da schermo per le radiazioni. I risultati
                                            mostrano chiaramente che, mentre all'esterno la capacità di attivazione decresce
                                            rapidamente con l'aumento della distanza fra sorgente ed elemento irradiato,


       158      L'opera scientifica di Enrico Fermi                                                      Luisa 80;
   42   43   44   45   46   47   48   49   50   51   52